Tra i mobili più versatili vi è la sedia, utilizzata per mangiare, lavorare o semplicemente aspettare. Qui esploriamo dodici modelli innovativi che abbracciano tre secoli.
1. Anonimo, Sedia Windsor, primi del XVIII secolo

Nata all’inizio del Settecento nell’ovest di Londra, prende il nome dalla città di Windsor, da dove veniva trasportata sul Tamigi fino alla capitale. La sua fortuna sta nella semplicità: richiedeva poco legno, i pezzi potevano essere preparati in anticipo e assemblati su richiesta. Fu la prima sedia prodotta in serie. Molti esemplari raggiunsero anche le colonie britanniche in Nord America, dove divennero popolari quanto nel Regno Unito.
2. Jean-Joseph Chapuis, Sedia Chapuis, ca. 1805

Quando Napoleone ordinò la ristrutturazione del Castello di Laeken vicino a Bruxelles, si affidò al maestro ebanista belga Jean-Joseph Chapuis, formatosi a Parigi. Chapuis introdusse un uso innovativo del compensato, incollando strati di impiallacciatura per ottenere sedie leggere e resistenti, una combinazione rara all’epoca.
3. Thonet, Sedia N. 14, 1859

Nel 1808 l’americano Samuel Gragg aveva brevettato una sedia piegata a vapore, ma il suo metodo ebbe scarso seguito. Decenni dopo Michael Thonet sviluppò la tecnica con grande successo. La sua sedia N. 14, lanciata nel 1859, divenne il classico modello da caffè. Nel 1930 se ne erano venduti quasi 50 milioni, rendendola la sedia in legno più diffusa di sempre.
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4. Ludwig Mies van der Rohe, Sedia Weißenhof (MR 20), 1927

L’invenzione della sedia a sbalzo, priva di gambe posteriori e sostenuta da un telaio in acciaio piegato, resta dibattuta. Nel 1926 Mart Stam ne realizzò un prototipo, seguito l’anno dopo dalla versione di Mies van der Rohe per il complesso residenziale Weissenhof di Stoccarda. Anche Marcel Breuer contribuì allo sviluppo. Qualunque sia l’origine, la sedia a sbalzo è tra i modelli più influenti del Novecento.
5. Gerrit Rietveld, Sedia Zig Zag, 1932

Rietveld voleva progettare una sedia da un unico materiale piegato. Quando si rivelò impossibile, unì quattro pannelli di pino. Nacque così la Zig Zag, lontana dall’idea iniziale ma destinata a diventare un’icona del design moderno.
6. Eero Saarinen, Sedia Tulip, 1955

Saarinen voleva eliminare l’ingombro delle gambe sotto i tavoli da pranzo. Nel 1955 presentò la Tulip Chair, sostenuta da un’unica base centrale. Avrebbe voluto realizzarla interamente in plastica, ma la tecnologia non lo permetteva. La versione finale univa una scocca in vetroresina a una base in alluminio, prodotta da Knoll.
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7. Gio Ponti, Superleggera, 1957

La ricerca di sedie sempre più leggere fu un tema costante nel Novecento. Gio Ponti lo perseguì a lungo e nel 1957 creò la Superleggera. Con gambe a sezione triangolare pesava appena 1,7 kg. Per dimostrarne la resistenza, Ponti la fece cadere da una finestra del quarto piano senza che si danneggiasse.
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8. Verner Panton, Sedia S (1965) e Sedia Panton (1967)

Quello che Rietveld aveva tentato nel 1932, Panton lo realizzò negli anni Sessanta: una sedia continua in un solo pezzo. La S Chair, in compensato curvato, era ancora pesante. Nel 1967 arrivò la Panton Chair, la prima sedia in plastica a sbalzo: scultorea, impilabile e prodotta da un unico stampo.
9. Helmut Bätzner, Sedia Bofinger, 1964

Prima ancora della Panton Chair, Helmut Bätzner progettò una sedia in un unico pezzo di plastica. La Bofinger, in poliestere rinforzato con fibra di vetro, era stabile, leggera, resistente e impilabile. Poteva essere prodotta in serie con una sola pressa, aprendo la strada alla diffusione su larga scala.
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10. David Rowland, Sedia 40/4, 1964

Per spazi che richiedevano molte sedute temporanee, Rowland ideò nel 1964 la 40/4, così chiamata perché 40 esemplari impilati raggiungevano solo 120 cm di altezza. Dopo difficoltà iniziali a trovare un produttore, la sedia ebbe successo in scuole, sale conferenze e uffici di tutto il mondo.
11. Frank Gehry, Sedia Wiggle, 1969-72

Gehry intuì il potenziale del cartone come materiale da arredo. Nel 1969 creò la serie Easy Edges, composta da 17 pezzi tra cui la Wiggle Side Chair, fatta di strati di cartone ondulato. Inaspettatamente robusta, mise in discussione i limiti dei materiali quotidiani.
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12. Henry Massonnet, Fauteuil 300 (Monobloc), 1972

Tutti si sono seduti almeno una volta su una Monobloc, la sedia di plastica bianca con braccioli bassi e schienale traforato. Presentata nel 1972 da Henry Massonnet, riprendeva la Bofinger e le sedie in metallo degli anni Venti. Stampata a iniezione in un unico pezzo, era economica, resistente, impilabile e adatta sia all’interno sia all’esterno. È diventata la sedia più venduta della storia.









