Per oltre 50, anni Cini Boeri ha progettato edifici e oggetti con la funzione di ottimizzare e valorizzare gli spazi. Ecco alcune curiosità sulla grande innovatrice italiana che ha rivoluzionato la storia del design.
1. Una pioniera al Politecnico
Quando Cini Boeri si laureò in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1951, fu una delle sole tre donne laureate. L'industria era infatti dominata dagli uomini, ma insieme alla collega architetto e designer Gae Aulenti, Boeri si affermò con successo a livello internazionale.

2. Un apprendistato notevole
Poco dopo aver completato gli studi, Boeri iniziò a lavorare per Gio Ponti e collaborò con l'importante architetto e designer Marco Zanuso.

3. Il suo studio a Milano
Qualche anno dopo, la carriera di Cini Boeri decollò e aprì così il suo studio a Milano, nel 1963. Progettò di tutto, dalle case private agli uffici, dagli appartamenti ai negozi. Si dedicò anche a progetti d'arredo, con sedie, divani, letti e lampade. I suoi oggetti sono diventati popolari in Italia e all'estero.

4. Forma e Funzione
Per quanto riguarda i progetti architettonici, Cini Boeri si è sempre concentrata sulla funzionalità, per le persone e per lo spazio. Boeri considerava gli aspetti funzionali dello spazio e il rapporto tra uomo e ambiente come fondamentali nella progettazione di edifici, che si trattasse di un appartamento, un negozio o un ufficio.
Leggi anche: I dieci designer d'arredo più famosi di sempre
5. Design in carcere
Insieme a Liveinslums, una ONG dedicata alla riqualificazione urbana in Italia, Boeri progettò un set di mobili per il carcere di Bollate a Milano, realizzato dai detenuti nel laboratorio dell'istituto penitenziario. Boeri riteneva importante il concetto di dignità, legato anche allo spazio personale; vennero prodotti quattro elementi: una scrivania, un tavolo, un pannello e una mensola.

6. La Ghost Chair
Non è solo attraverso le sue opere architettoniche che Cini Boeri cercò di migliorare lo stile di vita delle persone, ma anche con i suoi progetti di design. Tra le opere iconiche spicca il divano "Serpentone" del 1971, che viene venduto al metro ed è composto da schiuma poliuretanica incollata e dalle strisce modulari prodotte da Arflex, per le quali Boeri ha vinto il prestigioso premio del Compasso D'Oro nel 1979. Il suo pezzo più famoso è sicuramente la sedia Ghost del 1987. Con il designer giapponese Tomu Katayanagi, Boeri riuscì a creare una sedia in vetro, tutto in un unico pezzo e in soli 12 millimetri di spessore. La Ghost si fonde con l'ambiente circostante valorizzando l'ambiente in cui si trova.
Leggi anche: Villa Gaeta, arte e design nel cuore della Toscana

7. Un'ispirazione per gli altri
Non è insolito che i designer traggano ispirazione gli uni dagli altri. Quando Boeri progettò la poltrona "Bobo" in schiuma plastica nel 1967, il designer Joe Colombo si ispirò subito alla sua creazione e due anni dopo presentò la sua famosa Tube Chair.
Versione aggiornata di un articolo originariamente pubblicato nel 2020.




