Nel ventesimo anno di attività, alla vigilia del traguardo delle cento aste, la maison milanese del quartiere NoLo propone martedì 8 ottobre un catalogo di 445 lotti, che spaziano dall’arte orientale, agli arredi di antiquariato, da sculture e dipinti antichi, moderni e contemporanei, a un nutrito numero di tappeti di varia epoca, provenienza e dimensione, per finire con interessanti pezzi di design e di arte decorativa del XX secolo.
Paul Klee affermò che L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è; a nostro modesto parere, ognuno di questi capolavori ha il potere di rivelare aspetti invisibili della realtà, facendo emergere emozioni, storie e culture lontane nel tempo.

Sono due le tornate previste in quest'asta: nella prima, con inizio alle ore 10:00, verranno proposti i lotti 1-191. Si inizia con articoli orientali, tra cui ciotole, vasi, cachepot, bruciaprofumi, placche e sculture in turchese, agata, giada e corallo. Quest'ultimo materiale è presente nelle tre meravigliose Guanyin (gr. 1144 ca) di fine XIX secolo. Tale lotto, il numero 32, rappresenta un tributo alla bellezza e spiritualità dell'Oriente. I dettagli preziosi e finemente scolpiti richiamano un movimento dinamico e allo stesso tempo evocano la serenità meditabonda e il potere spirituale incarnato dalla nota figura della Guanyin. Il trittico di statue rappresenta un punto di interesse per i collezionisti che cercano pezzi non solo esteticamente accattivanti, ma anche carichi di simbolismo e storia.

Meritano una menzione a parte i tappeti cinesi, come il Pekino disegno tigre, risalente al 1900 circa, che si distingue non solo per la sua rara bellezza, ma anche per lo stato di conservazione impeccabile (lotto 20). Questo tappeto rappresenta un vero e proprio gioiello dell’arte tessile cinese, in cui il disegno della tigre è rappresentato con una finezza, una forza e una precisione straordinarie. La tigre occupa un posto centrale nella cultura orientale, rendendo questo pezzo particolarmente ambito dai collezionisti.
Il tappeto presenta dettagli intricati che esaltano il contrasto cromatico tra il fondo scuro e la figura della tigre che si staglia imponente, creando un effetto visivo di grande impatto. Affascina l'uso di colori naturali che, nonostante il passare del tempo, hanno mantenuto la loro vivacità e intensità. Questo pezzo rappresenta non solo un esempio di grande maestria artigianale, ma anche una testimonianza storica e culturale della Cina di inizio secolo scorso.

Oltre ai tappeti cinesi, spiccano anche quelli caucasici, di Anatolia, Turchia, Persia e del Turkestan orientale. Si fanno notare poi articoli da collezione, arredi e dipinti Ottocenteschi. Si prosegue con maioliche, lampadari, mobili, sculture in agglomerato di pietra, marmo e bronzo, ma anche dipinti antichi, come la "MADONNA DEL LATTE E CROCIFISSIONE", dipinta a olio su tavola fondo oro nella seconda metà del XIV secolo, ricondotta al catalogo di Giovanni del Biondo da Miklòs Boskovits, già appartenuta a importanti collezioni e pluripubblicata (lotto 143). Nel corposo catalogo trovano spazio anche dipinti di diverso soggetto.

La seconda tornata, con inizio alle ore 15:00, presenta una miscellanea di proposte d’arredo, a suggerire accostamenti inusuali ma d’impatto. Tra i dipinti pomeridiani merita una menzione la natura morta olio su tela del così detto Pseudo Hiepes (Bernardo Polo), pittore spagnolo del periodo barocco, attivo a Saragozza tra il 1650 e il 1675 (lotto 281), che mostra molte affinità stilistiche con Tomás Hiepes, autore valenciano di nature morte.
Protagonisti della sessione pomeridiana anche i mobili antichi, tra cui ribalte, canterani, secretaire, trumeau, consolle e tavoli, su tutti quello da parata in legno intagliato, tornito, laccato e dorato con piano in ardesia e scagliola pirografata con stemma nobiliare della famiglia Curini Galletti inquadrato da girali con putti di fine XVII secolo (lotto 296).

Tra i dipinti Ottocenteschi spicca l’olio su tela intitolato "LA PORTATRICE D'ACQUA", opera di Giuseppe de Nittis, firmato in basso a sinistra, con cartiglio della Mostra Retrospettiva G. De Nittis del 1934 sul retro, pubblicato in Vittorio Pica, "Giuseppe de Nittis. L'uomo e l'artista", Alfieri & Lacroix, Milano, 1914, p. 173 (lotto 321), seguito a breve distanza da un piccolo nucleo di opere contemporanee come l’olio su tela "ALLO SPECCHIO" di Alberto Sughi, firmato e con timbro della Galleria La Barcaccia, Roma sul retro e il “PAESAGGIO URBANO” di Marcio Maquez, giovane artista argentino dallo stile “cubista pop”.

La carrellata di capolavori si chiude con altri due gruppi di tappeti e tessuti, alcuni oversize, in mezzo ai quali diventano protagonisti gli articoli di arte decorativa del XX secolo, vasi e sculture in ceramica e vetro, lampade da tavolo, lampadari, applique e interessanti arredi di design, tra cui sedie, tavoli, scrivanie, divani e poltrone, come le due modello Girolle in fibra di vetro bianca e tessuto verde di Jean-Pierre Laporte per Thonet (lotto 428). Realizzato negli anni '70, questo modello incarna la filosofia del "futuro organico", dove forma e funzione si uniscono armoniosamente per creare pezzi non solo funzionali, ma veri e propri oggetti d'arte.
Vi ricordiamo l'appuntamento, martedì 8 ottobre, ore 10:00 (lotti 1-191) e 15:00 (lotti 192-445), con l'asta numero 99 di Viscontea.
Con un catalogo così variegato, quella della maison milanese non è solo una vendita, ma un viaggio nell'anima dell'arte. Ogni lotto racconta una storia, un frammento di tempo che ci viene restituito, pronto a vivere di nuovo attraverso i collezionisti che sapranno custodirlo.




