Le maioliche lodigiane, regine del trompe-l’oeil
Tipiche della tradizione lombarda, le “pescere” erano dei piatti da portata ovali che ospitavano trote, tinche o lucci, i pesci pescati nell’Adda, usati scherzosamente come trompe-l’oeil durante i pranzi ospitati sulle tavole più raffinate della regione.

Le decorazioni di questi piatti sono una testimonianza raffinata della cultura artistica della Lombardia: fin dalla fine del Cinquecento, alcuni dei più importanti pittori della regione, come Giovanni Ambrogio Figino, Panfilo Nuvolone, Vincenzo Campi e Caravaggio, realizzarono piccoli quadri con rappresentazioni di frutta come doni agli ospiti. In seguito, a Lodi, dalla metà del Settecento, le manifatture di maioliche si ispirarono a quei dipinti dei celebri artisti.

Oggi le pescere di maiolica lodigiana sono diventate rare e di alta considerazione storico-artistica e diversi esemplari sono esposti in importanti musei della ceramica, da Faenza al Musèe National de Céramique di Sèvres. Il catalogo di Cambi raccoglie una ventina di splendidi esemplari della manifattura lombarda, tutti provenienti da un’importante collezione.
Meissen, la manifattura più antica d’Europa
Meissen è la manifattura di porcellana più rinomata d’Europa e una delle più importanti a livello mondiale. Fondata nel 1710 (fino ad allora la porcellana veniva più che altro importato dalla Cina e costi altissimi), dopo che Augusto II, Principe di Sassonia e Re di Polonia, aveva commissionato a degli esperti la ricerca di un metodo per produrre la porcellana, le prime tipologie preso spunto da modelli cinesi e da figure d'argento barocche.

Vennero poi introdotte decorazioni in oro e sviluppate le colorazioni e i soggetti, spesso ispirati dalla flora e della fauna e dalla produzione orientale - con un un occhio di riguardo verso quella giapponese e indiana. Nel tempo la produzione di Meissen si spostò verso un gusto più rococò e neoclassico, grazie anche al contributo di Michel-Victor Acier, celebre ceramista francese. Tra gli stili decorativi più apprezzati delle porcellane di Meissen spiccano le nature morte e i paesaggi del XVIII secolo, il tradizionale decoro Blue Onion (copiatissimo poi da altre manifatture), ispirato alle porcellane bianche e blu della prima dinastia Ming, esemplari con intagli in oro e metalli preziosi che diventano veri e propri oggetti da museo.

Oggi la Manifattura di Meissen continua la produzione a livello artigianale: ogni pezzo che l’azienda realizza è fatto e decorato interamente a mano. Cambi propone in asta oltre 90 lotti provenienti dalla Manifattura tedesca, dagli esemplari di inizio 1700, con piatti, tazzine, teiere e figurine fino ad alcuni pezzi di tardo 1800. Spiccano tre lotti di importanza museale, una figurina bruciaprofumi del 1710-1720 circa, un versatoio con coperchio (1722-1725) e un piatto del 1725, entrambi con pitture attribuita a Johann Christoph Horn.
Gli albarelli, dalle farmacie ai musei
Pare che la diffusione degli albarelli, tipici recipienti usati nelle antiche farmacie per contenere preparati medicinali, ebbe inizio in Persia per poi, tramite le invasioni arabe, estendersi nelle zone del sud Italia e nel resto dell’Europa. L’albarello si caratterizza per essere realizzato in maiolica decorata: l’ornamento pittorico è di estrema rilevanza ed è realizzato con molteplici tecniche e motivi differenti, dal bianco latte alle tinte marmorizzate, dalle foglie agli arabeschi. Inizialmente gli albarelli venivano prodotti senza coperchio, che venne introdotto in seguito, così come i manici in alcuni esemplari.

Nel XVIII secolo, in Francia, l’albarello venne riconosciuto come strumento unicamente riservato ai farmacisti vietandone l’uso agli speziali. Alcuni dipinti testimoniano però anche l’uso domestico, come oggetto decorativo o per conservare confetture.

Cambi propone in asta un raro insieme di albarelli provenienti dalla storica collezione Barresi di Trapani, descritta nel 1960 da Giuseppe Liverani, allora Direttore del Museo di Faenza, come: “Duecento pezzi che il notaio Barresi ha riunito con una oculata opera di selezione durata decenni”.
L'asta di Cambi dedicata "Maioliche e Porcellane" si terrà il prossimo 5 novembre nella sede di Castello Mackenzie a Genova. Il catalogo raccoglie quasi 300 lotti, tutti provenienti da affidamenti privati. L'esposizione sarà aperta su appuntamento da sabato 31 ottobre a martedì 3 novembre, ore 10-19: per tutte le informazioni, vi invitiamo a visitare il sito della casa d'aste.



