"Casa di Fantasia": così Gio Ponti definì Casa Lucano, un incantevole appartamento in via Washington a Milano, che gli fu commissionato nel 1951 in collaborazione con lo stimato amico e collega Piero Fornasetti.

I due artisti si conoscono alla Triennale V di Milano nel 1933, quando Ponti è membro della giuria. L'incontro segnò l'inizio di una lunga collaborazione, in cui Ponti disegnava e Fornasetti abbelliva. Interrogato su questa fruttuosa collaborazione, Ponti disse: "Cosa mi dà Fornasetti? Con un processo di velocità e risorse prodigiose, crea la possibilità di avere cose 'uniche'... e l'effetto di leggerezza e poesia attraverso la sua decorazione stampata".
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Gli anni Cinquanta sono stati il decennio d'oro per il duo creativo, grazie ai numerosi progetti realizzati insieme, come Casa Cremaschi, Casa Ceccato, Casa Licitra, il Casinò di San Remo e il negozio Dulciora a Milano. In questi progetti si ritrovano anche i molti tropi surrealisti che si ritroveranno nelle collaborazioni successive. E nel 1951, Casa Lucano, la Casa della Fantasia, fu il culmine della loro sfrenata genialità.
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In collaborazione con altri artisti e designer, tra cui Edina Altara, Fausto Melotti e Tapio Wirkkala, l'appartamento prese forma. Il design degli interni si ispira alla Pittura Metafisica italiana e al Surrealismo francese ed è stilisticamente unico nell'Italia del dopoguerra.
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L'appartamento divenne un teatro, un palcoscenico immaginario per i suoi futuri abitanti. Gio Ponti sosteneva che "sono coloro che vivono nella casa a crearla, e non il contrario". Gli spazi sono stati progettati secondo questo principio, creando ambienti versatili che potessero essere modellati dai proprietari.

Il progetto non sembrava avere alcun limite ed era pieno di illusioni ottiche che rafforzavano e riflettevano il mondo onirico e immaginifico condiviso dai due designer. Gli effetti ottici creati da Ponti e Fornasetti possono essere definiti un trompe-l'œil tridimensionale, un tentativo di ingannare lo spettatore, qualcosa di molto atipico per una casa. Lo stesso Gio Ponti ha ringraziato il proprietario dell'appartamento per avergli dato l'opportunità di liberare la sua creatività e di creare la casa di fantasia per eccellenza nella sua interezza.

In tutte le stanze fantastiche erano presenti oggetti antropomorfi e sagome umane. In collaborazione con Richard Ginori e Gabbianelli, Gio Ponti ha creato sculture in ceramica smaltata ispirate alle figure femminili e alle antiche statuette ellenistiche in terracotta di Tanagra.
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Salvatore Licitra, nipote di Ponti e curatore dell'Archivio Ponti, ha commentato: "Ci sono due aspetti fondamentali da considerare nella comprensione di quest'opera di Ponti... l'uso dello spazio come espressione di versatilità teatrale e l'uso delle superfici come espressione di 'illusività', considerata da Ponti come un approccio indispensabile all'architettura".

Nel 2019, Cambi Casa d’Aste e Phillips hanno curato un'asta esclusiva con 30 prestigiosi lotti della collezione House of Fantasy, che è stata venduta interamente per un fatturato totale di 2,4 milioni di sterline. Tra i pezzi forti, le sedie Superleggera, vendute per 50.00 sterline, e il mobile illuminato 'Positivo-negativo' venduto per 68.750 sterline.
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Lo storico dell'arte e curatore della vendita, Brian Kish, ha scritto che con Casa Lucano "Gio Ponti ha raggiunto l'apice della sua ricerca della casa fantastica, un tipo di casa che riecheggia sia l'arte metafisica italiana che quella surrealista francese dell'inizio e della metà del XX secolo nell'ambito domestico. Questo approccio non ha quasi equivalenti nell'Europa prebellica, tranne forse l'appartamento Beistegui di Le Corbusier (1929-31) e l'appartamento Devalle di Carlo Mollino (1939-40)". La casa rappresenta l'ambiente culturale dinamico che caratterizza la società milanese dell'epoca e diventa un segno distintivo dell'architettura italiana.






