L'epoca della grande caccia alle streghe in Europa è ancora spesso associata al "Medioevo". Tuttavia, la caccia alle presunte creature malvagie ebbe luogo solo più tardi, all'inizio dell'età moderna, quando il Rinascimento, l'ascesa generale delle scienze e l'allargamento – sia in senso letterale che figurato – degli orizzonti posero le basi per una società improntata alla ragione e alla conoscenza. Le ragioni erano molteplici e derivavano da vari sviluppi e circostanze, sia teologiche che sociali. A ciò si aggiunsero circostanze esterne di grande portata che lasciarono le persone relativamente impotenti. Per molto tempo, la credenza nella stregoneria e nella magia è stata considerata dalla Chiesa come una mera superstizione, perché l'onnipotenza di Dio era considerata troppo grande perché il diavolo o altri demoni potessero fare qualcosa. La pratica era regolata dal Canon episcopi, redatto all'inizio del X secolo, che considerava deliranti le persone che credevano di aver partecipato a voli notturni e culti satanici. Leggi anche: Codex Gigas: la monumentale Bibbia del Diavolo

Durante i secoli di progressiva cristianizzazione dell'Europa, nuove e vecchie credenze si scontrarono e l'affermazione della fede cristiana fu al centro del lavoro dei missionari. Anche la commistione tra vecchie e nuove fedi nei rituali e nelle benedizioni utilizzate da streghe e stregoni, a cui la popolazione si appellava volentieri per evitare o cancellare la sfortuna, era ampiamente tollerata e veniva punita solo in casi isolati: la scomunica e l'esclusione dalla comunità erano la pena massima pronunciata dalla Chiesa. Altro articolo interessante: Gatti e Arte: 10 opere decisamente "feline" Nel 1400, tuttavia, la cristianizzazione dell'Europa era in gran parte completata e la Chiesa cominciava a delimitare il suo territorio definendo ciò che le "apparteneva". Qui troviamo il legame con la lunga persecuzione di eretici come i catari e i valdesi, che nel XIII secolo portò alla creazione della famigerata Inquisizione guidata dall'ordine domenicano. È sempre in questo periodo che il grande Dottore della Chiesa Tommaso d'Aquino (1225-1274) esamina la stregoneria, descrivendo come reali processi come la trasformazione degli animali, gli incantesimi atmosferici dannosi e, soprattutto, il patto con il diavolo – cosa che era già stata attribuita agli eretici, ma anche agli ebrei – riprendendo così le riflessioni di Agostino (354-430). Comincia a prendere forma la credenza in una setta di streghe eretiche legate al diavolo, i cui membri si riunivano di notte per il sabato delle streghe.

Nel XIV secolo, la "morte nera" e le grandi epidemie di peste causarono grande incertezza e cambiamento tra i popoli europei. Quando nel 1378 scoppiò lo Scisma d'Occidente e si dovette fare i conti non solo con il Papa di Roma, ma anche con un antipapa ad Avignone, molti credenti temettero per la loro salvezza, non potendo più essere sicuri che tutti i loro sforzi di penitenza fossero davvero registrati "lassù". Infine, a partire dall'inizio del XV secolo, si verificò la "Piccola era glaciale", un fenomeno climatico che portò a un peggioramento del tempo, che a sua volta provocò un deterioramento dei raccolti e delle condizioni di vita in generale. L'insieme di questi fattori condusse la gente a credere che la fine del mondo non fosse lontana. E doveva esserci qualcuno da incolpare! Questa setta di streghe guidata dal diavolo, con i suoi incantesimi contro il tempo e le malattie, su cui si era speculato a lungo, sembrava una spiegazione plausibile. Potrebbe interessarti anche: Le 10 migliori opere d'arte ispirate alla neve

La prima regione in cui, intorno al 1400, una tollerata credenza nella stregoneria si trasformò in una credenza in una vera e propria setta di streghe, guidata dal diavolo, fu la regione alpina occidentale tra Svizzera, Delfinato e Savoia. Il Concilio di Basilea (1431-1449) fu il successivo grande incontro teologico, dove la lotta alle streghe non era inizialmente all'ordine del giorno, ma dove numerosi rappresentanti del clero discussero e diffusero l'argomento. In questo contesto vennero prodotti scritti che trattavano in modo più dettagliato delle streghe e delle loro azioni, in particolare Le Champion des Dames (1441/42) del chierico francese Martin Le Franc e il Formicarius (anni 1430) del teologo domenicano Johannes Nider. Lasciati stregare da questo articolo: Fuoco, Passione, Ispirazione: i capelli rossi nell'Arte La credenza nel culto delle streghe e la necessità di processare i suoi membri cominciarono a diffondersi e raggiunsero anche il convento domenicano alsaziano di Schlettstadt (Sélestat), dove Heinrich Kramer (latinizzato come Henricus Institoris), allora quindicenne, era entrato nel 1445 e aveva studiato teologia (sarebbe diventato medico). Kramer non sembrava avere un carattere facile, ma aveva molti amici influenti a Roma, dove soggiornò in diverse occasioni, che lo protessero anche da una condanna al carcere dopo aver attaccato l'imperatore Federico III in un sermone probabilmente un po' troppo duro. Nel 1479, la Curia lo nominò inquisitore di tutta la Germania superiore per combattere le eresie e gli "errori" che vi si stavano diffondendo.

Kramer iniziò a lavorare come inquisitore e nel 1482, ad esempio, fece bruciare sul rogo due donne che riteneva streghe a Ravensberg. Ma non tutti condividevano le convinzioni di Kramer, così l'uomo si rivolse direttamente a Papa Innocenzo VIII. Portò con sé un testo scritto da lui stesso, che giustificava la caccia alle streghe come una necessità. Innocenzo VIII approvò il tutto e utilizzò il testo per una bolla emessa il 5 dicembre 1484, Summis desiderantes affectibus, nota come "Bolla delle streghe". Con tale sostegno papale, Kramer si rimise al lavoro. Ma la sua prima missione a Innsbruck, nel 1485, fu già un fallimento. Sebbene Kramer fosse riuscito a convincere il vescovo di Bressanone, responsabile della città, che era assolutamente necessario dare la caccia alle streghe a Innsbruck, i suoi metodi gli valsero rapidamente l'impopolarità. Dopo aver turbato la popolazione con le sue prediche sulle streghe ed essere stato invitato a denunciare alcune donne, iniziò il processo. Ma qui l'uomo incontrò una certa resistenza, soprattutto quando molestò ripetutamente le donne accusate ponendo domande indecenti sulla loro vita sentimentale. Alla fine, il processo fu dichiarato nullo e Kramer fu espulso dal vescovado, una richiesta a cui non diede seguito fino all'anno successivo, probabilmente toccato dalla sua vanità.

Dopo questo fallimento, Heinrich Kramer si preoccupò chiaramente del futuro della caccia alle streghe e iniziò a scrivere quella che è considerata una delle opere più terribili della storia: il Malleus maleficarum (letteralmente "Martello delle donne malefiche"), comunemente noto come "Martello delle streghe". Kramer doveva avere fretta di far uscire la sua opera, perché fu pubblicata per la prima volta nella primavera del 1487 a Spira, dimostrando che la nascente stampa stava già svolgendo un ruolo importante nella diffusione di una letteratura piena di sofferenza e orrore. Leggi anche: Testamenti trasformati: la stampa della Bibbia di Gutenberg Avendo agito di propria iniziativa, Kramer desiderava dare peso al suo lavoro. Per questo motivo, face precedere il suo testo dalla "Bolla delle streghe" del Papa e con una conferma della Facoltà di Teologia dell'Università di Colonia, che probabilmente era un falso. Controversa è anche la collaborazione del fratello e superiore di Kramer, Jacob Sprenger, che viene citato come uno degli autori. Sembra infatti che il libro abbia causato una spaccatura tra i due uomini, che si è risolta solo alla morte di Sprenger nel 1495.

Kramer divise il suo "Martello delle streghe" in tre parti: nella prima parte si chiedeva se la stregoneria esistesse davvero e come riconoscerla; nella seconda parte spiegava le strategie delle streghe e come respingerle; nella terza parte spiegava la struttura di un processo per stregoneria. L'opera di Kramer è considerata una delle ragioni principali per cui furono soprattutto le donne a essere identificate come streghe e condannate a morire sul rogo. Il testo di Kramer è infatti estremamente misogino e spiega che le donne sono più inclini a fare un patto con il diavolo a causa della loro natura. Le donne sarebbero meno salde nella loro fede, più inclini a ricorrere a trucchi magici a causa della loro debolezza fisica e persino pronte a legarsi a Satana stesso a causa dei loro insaziabili desideri carnali. Ma queste non erano affatto le uniche opinioni di Kramer all'epoca: la prima parte de "Il martello delle streghe" è una sorta di riassunto della letteratura sulle streghe conosciuta all'epoca (tra cui il Formicarius di Nider), che Kramer riprendeva, citava o a volte modificava leggermente o reinterpretava per i propri scopi (una pratica che usava sempre nei suoi scritti). Nella seconda parte, Kramer attinge alla propria esperienza di inquisitore. Vuoi ricevere altri articoli come questo via email? Iscriviti alla nostra newsletter!
La terza parte spiega ai giudici laici, ai quali il libro si rivolge principalmente perché solo loro possono applicare la pena di morte, come si svolge un processo per stregoneria, come e quali testimoni possono essere chiamati (sono ammessi anche i nemici mortali della persona sospettata) e come individuare i segni della stregoneria (ad esempio, voglie che sono state punzecchiate con aghi; se la persona non sanguina o non sente dolore, è chiaramente una strega).
Poco dopo la pubblicazione, "Il martello delle streghe" fu criticato da molti, non da ultimo per la sua ignoranza della legge. Oggi, il libro è considerato un massiccio promotore della mania delle streghe che ha attraversato gran parte dell'Europa nei duecento anni successivi alla sua pubblicazione. Il Sacro Romano Impero, diviso in diversi piccoli Stati sovrani, fu particolarmente colpito e fu qui che ebbe luogo circa la metà (circa 25.000) dei roghi di streghe in Europa. Oltre alla Piccola Era Glaciale, la Riforma divise l'Impero in un mosaico di Paesi cattolici e protestanti, e i protestanti non erano all'altezza dei cattolici quando si trattava di stregoneria. Per Martin Lutero, anche il versetto dell'Antico Testamento "Non permetterai alle streghe di vivere" era assolutamente valido. Tuttavia, molti processi alle streghe non erano basati sulla teologia, ma sulla politica o sull'economia. La misura in cui il Malleus maleficarum abbia effettivamente alimentato la mania delle streghe è controversa, soprattutto perché ci sono stati molti altri scritti devastanti prima e dopo di esso che hanno alimentato la causa. Ma se un libro viene ripubblicato più volte in soli 200 anni (una trentina di volte), ci sarà stata una certa richiesta.

L'Illuminismo ha finalmente posto fine a questa follia e l'immagine della strega è cambiata nel tempo. Nella letteratura, nel cinema e nella televisione coesistono streghe buone e streghe cattive, e nessuno le teme più. Il "Martello delle streghe" è oggi visto come una testimonianza di un'epoca incerta e inquietante, e come un memoriale della persecuzione arbitraria degli innocenti. Leggi altri articoli sul Magazine di Barnebys!



