Non mi aspettavo che l’atto di scrivere aprisse tante porte, come se la vecchia penna stilografica di mio padre non fosse affatto una penna, ma uno strano tipo di passe-partout.
La fantasia non ha confini e, di conseguenza, è teoricamente illimitato anche l'universo della parola scritta, con la sua varietà di parole e di mondi immaginati. E se è vero che, ultimamente, computer ed elaboratori di testi vari sono sempre più utilizzati dagli scrittori, in passato la penna era lo strumento per eccellenza, capace di carezzare la mente, ma anche di ferire con affondi culturali ben assestati, tanto da rendere famosa la frase La penna è più potente della spada.
Le origini della stilografica sono controverse, ma qualunque fonte concorda sul fatto che sia nata da una precisa necessità: dal momento che era frustrante e poco conveniente dover immergere continuamente la penna per reintegrare la sua scorta di inchiostro, si decise di crearne una che contenesse quest'ultimo in un serbatoio. Le stilografiche godono ancora di innumerevoli estimatori e in passato sono state amate e acclamate da numerosi personaggi famosi. Ecco una piccola ma interessante lista di nomi noti, insieme alle loro stilografiche preferite, che sono tuttora fra le migliori e più collezionabili sul mercato:
1. Mark Twain, Conklin Crescent Filler

Il primo personaggio in cui ci imbattiamo è l'americano Mark Twain, romanziere e scrittore di viaggi, noto soprattutto per Le avventure di Tom Sawyer (1876) e Le avventure di Huckleberry Finn (1885). Twain è considerato uno dei più grandi scrittori americani di tutti i tempi. Oltre ad essere un convinto abolizionista avverso allo schiavismo, lo scrittore fu un accanito sostenitore delle penne stilografiche, in particolare della Conklin Crescent Filler, tanto che divenne il portavoce ufficiale dell'azienda. Un giorno lo scrittore affermò scherzosamente di preferire questo tipo di penna ad altre per via del fatto che "mi fa risparmiare le parolacce, perché non può rotolare giù dalla scrivania".
Twain morì il 21 aprile del 1910; nel 2010, in occasione del centesimo anniversario della sua morte, la Montblanc gli ha dedicato un'edizione limitata di penne nell'ambito della serie Writers Editions dedicata agli scrittori.
2. Sir Arthur Conan Doyle, Parker Duofold

L'autore dell'amatissimo personaggio di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle, era un grande estimatore della Parker Duofold, tanto che lo stesso investigatore con pipa e cappellino da cacciatore pare sia nato proprio da questa penna. La Parker Duofold figura sempre nella lista di un buon collezionista di penne vintage. Queste stilografiche sono state realizzate dal 1921 e hanno reso la Parker una delle aziende di penne più popolari del loro tempo. Il modello originale era in un rosso fiammante, cosa che ne ha decisamente aiutato la commercializzazione. Oltre ad essere amate dai collezionisti, sono anche apprezzate dagli amanti delle stilografiche in genere; la maggior parte di essi concorda sul fatto che sia una delle migliori penne mai realizzate.
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3. Albert Einstein, Pelikan 100N e Waterman Taper-cap

Fra tanti letterati, vale la pena citare anche un personaggio che ha cambiato la Storia della Scienza con il suo ingegno. Quelli di Albert Einstein sulla teoria della relatività e sull'evoluzione della Fisica sono alcuni degli scritti più fondamentali per la moderna comprensione dell'universo. Il noto scienziato aveva una passione particolare per due stilografiche: la Pelikan 100 N e la Waterman Taper-cap. Pare addirittura che quest'ultima sia stata prevalentemente usata per scrivere la Teoria della Relatività. La famosa Waterman fu poi regalata da Einstein al fisico austriaco Paul Ehrenfest, suo grande amico, ed è ora conservata nel Museo Boerhaave di Leiden nei Paesi Bassi.

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Due parole su queste magnifiche penne: la Pelikan 100N entrò in produzione nel 1937 come nuovo modello (N sta appunto per 'new/nuovo') di Pelikan 100, uno dei primi e più noti prodotti Pelikan. Simile nella forma rispetto a quest'ultima, la 100N era una penna più grande per lunghezza e per diametro, con una maggiore capacità di inchiostro. Per quanto riguarda la Waterman, la sua nascita è importante storicamente per via di un aneddoto curioso: Lewis Waterman, un venditore di assicurazioni di New York, viene considerato l'inventore della prima penna stilografica davvero funzionale all'inizio degli anni '80 dell'Ottocento. L'invenzione nacque da un episodio increscioso: proprio quando si apprestava a far firmare un'importante polizza a un cliente, a causa di un malfunzionamento, l'inchiostro della penna di Waterman schizzò ovunque, imbrattando i fogli e mandando a monte l'affare. Invece di comprare una nuova penna, Mr Waterman decise di inventarne una che funzionasse meglio. Fino alla Seconda Guerra mondiale, le penne Waterman furono le stilografiche più vendute al mondo. Se volete optare per una Waterman vintage il consiglio è quello di cercare uno dei modelli più ambiti, come una Patrician degli anni '20, che può costare ben oltre 1000 euro.
4. Dylan Thomas, Parker 51

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Il poeta e scrittore gallese Dylan Thomas, il roistering, drunken and doomed poet (poeta turbolento, ubriacone e dannato), era noto per essere molto affezionato alla sua stilografica Parker 51, con cui fu spesso fotografato. Questa penna veniva osannata per il suo inchiostro a rapida asciugatura. La Parker 51 fu introdotta per la prima volta nel 1941 e commercializzata con lo slogan “The World’s Most Wanted Pen”, che alludeva alle restrizioni sulla produzione di beni di consumo per i mercati civili negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra mondiale. L'aggiunta "51" era un omaggio al 51° anniversario dell'azienda e si rivelò una scelta azzeccata in quanto l'uso di un numero evitava il problema di tradurre un nome in altre lingue. La Parker 51 è molto popolare tra i collezionisti; nel 2002 l'azienda ha pubblicato un modello simile chiamato 51 Special Edition, mentre nel 2021 è stata rilasciata una versione rivisitata della Parker "51".
Altri due grandi nomi noti per il loro apprezzamento della Parker 51? Il Presidente Eisenhower e la Regina Elisabetta II!
5. Simone de Beauvoir, Esterbrook J e Sheaffer Snorkel

La scrittrice e filosofa francese Simone de Beauvoir, nota in particolare per il suo contributo al movimento femminista e per essere stata un'esponente dell'Esistenzialismo insieme al compagno Jean-Paul Sartre, aveva una predilezione per la Esterbrook J e la Sheaffer Snorkel. Quest'ultima era una penna straordinaria, con un complesso processo di riempimento. Le Esterbrook, invece, erano stilografiche a un prezzo accessibile, adatte a un uso quotidiano e con pennini facilmente sostituibili. Oggi sono fra le penne vintage più abbondanti in circolazione, ideali anche per chi si avvicina al collezionismo di stilografiche per la prima volta.
6. Ernest Hemingway, Montegrappa

Prima di vincere il Premio Nobel per la Letteratura (nel 1954) ed entrare nell'Olimpo dei Grandi Scrittori, Ernest Hemingway fu un aspirante giornalista e, durante la Prima Guerra mondiale, mentre era di stanza in Italia, si innamorò delle penne stilografiche Montegrappa prodotte proprio nel Belpaese. Hemingway usò questo tipo di penna per scrivere molte delle sue opere più famose, tra cui Addio alle armi e Per chi suona la campana.

Il sodalizio fra Montegrappa e Hemingway continuò a lungo e l'azienda rilasciò sul mercato anche diverse penne di lusso in edizione limitata dedicate allo scrittore come parte della collezione "Mightier than the Sword" (Più potente della spada). All'interno di questa collezione, le penne Hemingway sono divise in quattro distinti "capitoli", ciascuno progettato per commemorare parte della sua vita: "Il soldato", "L'avventuriero", "Lo scrittore" e "Il pescatore". Montegrappa ha anche messo sul mercato una serie di penne chiamata "Novel", ovvero "Romanzo", che rappresenta un'edizione limitata molto apprezzata dai collezionisti. Una curiosità: sono state emesse solo 355 penne di questa serie in ogni colore: il numero è stato scelto come riferimento e omaggio alle pagine della prima edizione del romanzo di Hemingway, Addio alle armi.
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7. Stephen King, Waterman Hemisphere

Hai una penna vintage o un altro oggetto da collezione e vuoi sapere quanto vale? Chiedilo ai nostri esperti!
E veniamo all'autore della citazione con cui abbiamo introdotto il nostro articolo, il re dell'horror Stephen King. Per il creatore di Carrie, Shining, Cujo, IT e tantissimi altri bestsellers la penna, come la stilografica tanto cara a suo padre, rappresenta una sorta di passe-partout in grado di aprire innumerevoli porte su mondi sconosciuti. La sua stilografica di fiducia è la Waterman Hemisphere, una penna che premia la praticità ma con un occhio di riguardo allo stile. La Hemisphere ha una silhouette sofisticata con gradevoli finiture e un design piacevolmente sottile che le conferisce una delicata leggerezza nella scrittura, rendendola adatta a lunghe sessioni creative.

Avete trovato la vostra penna stilografica preferita fra queste? Se ancora non vi abbiamo persuaso a lasciare da parte computer e affini ogni tanto per dedicarvi alla scrittura "a mano libera", ecco un'ultima cosa che forse vi convincerà: è scientificamente provato che scrivere a mano fa bene al cervello. Numerosi studi hanno infatti stabilito che scrivere a mano stimola la creatività e rafforza la memoria, molto più dello scrivere su un qualsiasi pc, tablet o smartphone, tanto che presso la prestigiosa Università di Harvard sono molti i professori che incoraggiano gli studenti a prendere appunti a mano. La scrittura tradizionale aumenta anche la capacità di linguaggio e induce a riflettere su quello che si sta facendo, consentendo di esprimere su carta pensieri più riflessivi e ragionati. Impugnare una penna migliora inoltre la manualità generale e ha un effetto ansiolitico dovuto a un contatto con la materia (carta, penna, inchiostro) più vicino e coinvolgente di quello con touch-screen e tastiere. Infine, la scrittura a mano è più personale, in quanto ognuno ha una sua grafia, unica e irripetibile, ed esprime se stesso rallentando i propri ritmi rispetto alla velocità della digitazione su dispositivo elettronico.
Prendete in mano la penna, dunque. Fate scorrere il tempo più lentamente, lasciatelo scivolare lungo il foglio. Unite cuore e carta attraverso le vostre dita che ricamano frasi. Innamoratevi della vostra calligrafia. Sporcatevi le mani con perle di inchiostro e sorridete come facevate da bambini quando sguazzavate nelle pozzanghere. Danzate con gli occhi sotto una pioggia di parole... e buona scrittura!
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