Parlando della pittura di Caravaggio, il noto storico dell’arte Giulio Carlo Argan utilizzò una frase poi divenuta famosa “il divino si rivela negli umili”. Molto prima di lui, Sant'Agostino aveva affermato che l'umiltà rende gli uomini uguali agli angeli. Senza addentrarci in questioni filosofiche o teologiche, noi ci limiteremo a dire che l'universo composto dagli individui cosiddetti "umili", appartenenti al popolo, al mondo agricolo e, in genere, alle classi sociali meno avvantaggiate, ha affascinato nel corso dei secoli gli artisti di tutto il mondo. Gustatevi questa piccola carrellata di dipinti a tema.
10. Pieter Brueghel Il Vecchio, Danza di Contadini, 1567

Il pittore olandese Pieter Brueghel il Vecchio si specializzò in quadri di genere popolati da contadini, cosa che lo distinse dagli artisti a lui contemporanei. Il popolo viene da lui portato in primo piano e ritratto in episodi quotidiani, analizzato senza alcuna idealizzazione, con una rappresentazione terrena e vivida. In tal senso, le sue opere sono una testimonianza iconografica sugli aspetti sociali dell’epoca.
La Danza di Contadini, ad esempio, mostra una festa di paese in cui i soggetti vengono ritratti in modo schietto, con i visi rubicondi, mentre saltellano vivacemente e corrono verso il centro dell'immagine. Il risultato è una sensazione di vita e movimento molto diversa rispetto alle rappresentazioni della nobiltà e delle misurate danze di corte di quei tempi.
9. Vincenzo Campi, I mangiatori di ricotta, 1580

L’artista cremonese Vincenzo Campi fu noto per il suo stile pittorico ambivalente, in grado di creare pale d’altare intrise di solenne drammaticità, da una parte, e scene di genere dominate da popolani dall’aspetto quasi buffonesco, dall’altra.
I mangiatori di ricotta è un magnifico esempio di quest’ultimo stile: i personaggi di questo dipinto sono ritratti, con un piglio quasi buffonesco, mentre mangiano voracemente della ricotta fresca. Vale la pena sottolineare il fatto che la ricotta (e il formaggio in genere) era visto all’epoca come alimento adatto alle classi sociali di rango più basso. La scollatura procace e lo sguardo malizioso della donna conferiscono alla scena una goffa sensualità, mentre l’uomo col copricapo rosso, che ingurgita avidamente grandi bocconi di ricotta, contribuisce a caricare di grottesco l’immagine.
8. Annibale Carracci, Il Mangiafagioli, 1584-85 circa

Il Mangiafagioli è uno straordinario capolavoro giovanile dell'artista Annibale Carracci. L'opera, oltre a essere un importante esempio di pittura di genere, ci offre uno spaccato di quelle che erano le convenzioni sociali di quell'epoca, in particolar modo per quanto riguarda il cibo: gli alimenti di colore scuro, che crescono sul suolo, come i faglioli appunto, erano considerati adatti al consumo di individui di altrettanto “umile” estrazione sociale, come ad esempio i contadini. Qui l’immagine coglie un uomo di condizioni modeste intento a mangiare proprio un piatto di fagioli. La scena lo ritrae con il braccio sollevato e il cucchiaio vicino alla bocca aperta. L’espressione pare sorpresa e vagamente preoccupata o infastidita; la mano sinistra è ben salda su un piccolo pezzo di pane sulla tavola, quasi a volerlo difendere dall’osservatore importuno. La composizione cromatica, ben equilibrata, presenta colori terrosi, quasi a voler richiamare quella terra amata e lavorata quotidianamente dal personaggio ritratto nell'opera.
7. Diego Velázquez, Vecchia che frigge le uova (o La Friggitrice), 1618

Nel dipinto a olio Vecchia che frigge le uova, noto anche come La Friggitrice, Diego Velázquez ritrae una scena di vita quotidiana molto semplice, ma la cui teatralità, data anche dal contrasto fra la penombra dello sfondo e la luce che investe gli oggetti in primo piano e i soggetti umani, pare indicare che persino la cottura di un alimento tanto semplice come l'uovo può diventare fonte di creazione artistica. L'umiltà della situazione diviene dunque uno spettacolo per gli occhi di chi osserva.
6. Bartolomé Esteban Murillo, Giovane Mendicante, 1645-1650
Come Velazquez, anche Murillo amò osservare le condizioni di vita delle classi sociali più umili, dando loro vita sulle sue tele con attenzione e affetto. Noto soprattutto come pittore religioso, autore di grandiose raffigurazioni di Cristo e dei santi, questo interesse per i poveri era forse legato alla dottrina della carità dei francescani, da lui particolarmente apprezzata.
Il bambino di strada dell'opera Giovane Mendicante, vestito di stracci e seduto a terra, sembra essere stato ritratto nell'intento di liberarsi delle pulci. L'opera utilizza forti contrasti di luce e ombra, nello stile del Tenebrismo, che conferiscono un dettaglio intimo al soggetto.
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5. Johannes Vermeer, La Lattaia, 1660 circa

La donna intenta a versare il latte in questo dipinto di Vermeer è ritratta in un’atmosfera silenziosa e rarefatta. Quel gesto tanto semplice pare eseguito con una solennità quasi sacrale, enfatizzata dal volto serio e concentrato. La parete spoglia sullo sfondo concorre a indirizzare l'attenzione sul soggetto umano, mentre i pochi umili oggetti presenti e il vetro della finestra, rotto in un punto, accrescono il senso di modestia dell'ambiente domestico raffigurato.
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4. Jean-François Millet, L'Angelus, 1857-1859

Lui stesso figlio di contadini normanni, Jean-François Millet amava dipingere scene di genere e ritrasse soggetti rurali colti nell’atto di provvedere a un lavoro tanto modesto quanto dignitoso.
Una delle sue opere più note, L'Angelus, ritrae una coppia di contadini intenti a pregare. Si intuisce che hanno interrotto il loro duro lavoro al suono delle campane dell'Angelus Domini. Li ammiriamo assorti, col capo chino e le mani giunte al petto, in segno di totale devozione. La scena è solenne e sommessa allo stesso tempo, carica di dignitosa umiltà e immersa nel tepore luminoso del tramonto. Una piccola curiosità: Salvador Dalì rimase talmente incantato da questo dipinto, dopo averne visto una copia appesa su una parete della sua scuola elementare, da dedicargli anni di studio e un libro, Il mito tragico dell'Angelus di Millet.
3. Teofilo Patini, Vanga e Latte, 1883-84

Il pittore abruzzese Teofilo Patini dipinse opere che ritraevano la civiltà contadina della fine dell'Ottocento-inizi del Novecento. La sua arte fu allo stesso tempo una sorta di megafono con il quale gridò al mondo le condizioni di miseria in cui viveva il popolo, e un riflettore che metteva in luce la resilienza, la dignità e lo spirito di abnegazione della gente di modesta estrazione sociale.
Il dipinto Vanga e Latte, facente parte di una "trilogia sociale" insieme alle opere L'erede e Bestie da soma, mostra una famigliola di contadini in aperta campagna. L'uomo è ritratto mentre vanga il terreno, la donna sta allattando il figlio appena nato. Del primo vediamo solo la schiena, simbolicamente piegata dalla fatica, della seconda scorgiamo il volto forte e tenero allo stesso tempo. Nel piccolo, in particolare in quel ditino saldamente stretto al seno materno, intuiamo una forza vitale che pare quasi di buon auspicio per le battaglie che in futuro dovrà affrontare.
2. Vincent van Gogh, I mangiatori di patate, 1885

Artista dalla spiccata sensibilità, Vincent van Gogh aveva un legame affettivo particolare con le classi sociali più umili e dedicò parte della sua pittura alla rappresentazione del loro mondo di stenti. I mangiatori di patate mostra un interno piuttosto buio con cinque contadini riuniti intorno a un tavolo e intenti a nutrirsi con questo piatto decisamente povero. La scena è illuminata solo da una luce fioca, che tuttavia non cela la dignità ben visibile sui loro visi stanchi. Quegli stessi volti hanno i lineamenti coriacei, quasi deformi, ma allo stesso tempo duri come la roccia; le mani sono nodose, rovinate dalla fatica, ma hanno una presa ben salda. Due particolari degni di nota: il primo riguarda il piatto di patate, su cui cade perpendicolarmente la debole luce della lampada posta in alto, quasi come se il pittore volesse rendere più luminoso il cibo intorno a cui ruota questo umile pasto. Il secondo particolare riguarda la bambina, che è l'unica che si vede di spalle, quasi come se van Gogh volesse risparmiarla allo sguardo dell'osservatore, non mostrandone il volto.
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1. Marc Chagall, Les Paysans, 1971

Con Marc Chagall facciamo un passo avanti nel tempo e arriviamo nel 1971, anno in cui fu dipinto Les Paysans (I Contadini). I dipinti di Chagall sono ricchi di riferimenti autobiografici e comunicano felicità e ottimismo attraverso l’utilizzo di colori brillanti e vivaci. Alcuni dei soggetti tipici sono la vita contadina e le scene di paese, che richiamano l’universo intimo del piccolo villaggio in cui era cresciuto.
Al centro della composizione dell'opera Les Paysans troviamo una coppia di contadini, circondata da case, animali e altre figure. La figura maschile ha la testa china, quasi in segno di rispettosa compostezza, mentre la figura femminile sembra volgere timidamente lo sguardo altrove. La serenità delle due figure e i loro gesti semplici regalano una sensazione di pace dignitosa e completa.
La nostra breve carrellata di dipinti si conclude con questa rappresentazione colorata e piena di giocosa tenerezza. Chiudiamo dicendo che la ricchezza dell'Arte, in molte opere che hanno ritratto le classi meno avvantaggiate, sta tutta qui: nella rappresentazione di persone umili ma piene di dignità, impastate della terra che lavorano e con i volti fieri di chi può guardare il mondo con occhi limpidi e pieni di speranza.
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