Il forte legame di Georgette e René Magritte con i loro amati cani era ben noto al pubblico. Dal loro matrimonio nel 1922, fino alla scomparsa di Georgette nel 1986, i due - che non ebbero figli - si dedicarono ai loro animali, con un attaccamento particolare ai loro Pomerania: ne ebbero quattro, il primo chiamato Loulou, due Jackie e un altro Loulou.
Nel dicembre 1965, in occasione della sua retrospettiva al MoMA, Magritte fece il suo primo e unico viaggio negli Stati Uniti e una delle preoccupazioni principali fu proprio quella di capire se Loulou avrebbe potuto viaggiare in aereo con lui e soggiornare nel suo hotel: era pronto a rinunciare al viaggio nel caso in cui la risposta fosse stata negativa. Belgian Airline fece un'eccezione e permise a Magritte di attraversare l'Oceano Atlantico accompagnato da Loulou.

Le Civilisateur, un olio su tela realizzato da Magritte nel 1944, è invece un ritratto di Jackie, il terzo Pomerania adottato dalla coppia. Il dipinto verrà presentato il 12 dicembre da Wannenes, con una stima compresa tra 800.000 e 1.2 milioni di euro. Xavier Canonne, membro del comitato degli esperti della Fondation Magritte di Bruxelles, ha così descritto l'opera:
Jackie a mezzo busto davanti al paesaggio di un tempio dorico che fissa lo spettatore dai suoi piccoli occhi neri, e porta con sé un severo giudizio sulla follia omicida degli uomini in quegli ultimi anni di guerra. Il cane prende, nel dipinto, l'aura di un imperatore più che di un guardiano, una figura storica che posa dinnanzi a un arredamento immutabile che oppone l'effimero della vita del cane alla perennità dell'edificio, accostando al marmo tinto di rosa dalle luci dell’aurora, il candore del manto bianco
Come gli altri elementi della composizione, il cane non è estraneo al vocabolario plastico del pittore e appare ripetutamente nel corso del suo lavoro. Molto più che un dipinto di circostanza, Le Civilisateur ha quel particolare tocco impressionista che Magritte inserì nelle sue opere nel "periodo solare" o come lo definiva lui stesso, il suo "periodo Renoir". Fu nel 1943, nel pieno della seconda guerra mondiale e nelle ore più buie del Belgio occupato, che Magritte decise di avvicinarsi allo stile impressionista. Dopo aver letto un libro sul movimento, si innamorò dei toni caldi di Renoir, reinterpretando alcuni dei suoi dipinti come Les grandes baigneuses o Le Berger. Questo periodo permise a Magritte di evitare l'oscurità della vita quotidiana durante l'occupazione e di affrontare argomenti più seri, continuando la sua ricerca pittorica.

Il tema degli animali umanizzati entrò a tutti gli effetti nell'immaginario di Magritte dall'anno 1944: il busto di cavallo in Le météore (CR 559), il maiale che si volta verso lo spettatore nei vicoli di un cimitero in La bonne fortune, 1945, CR n. 579 o il gufo che fuma la pipa di Le somnambule, 1946, CR n. 608. In una lettera del giugno 1944, accompagnata da uno schizzo, Magritte confidò al suo amico scrittore e fotografo surrealista belga Marcel Mariën: "È curioso, mi pare, vedere la figura umana [...] sostituita da animali, che sembrano suggerire meglio la vita (La vita reale, diversa da quella che costruiscono gli statisti)."
Magritte realizzò una seconda versione dell'opera Le civilisateur solo due mesi dopo, nell'agosto del 1944, un olio in cui il suo cane veniva mostrato di profilo davanti a un paesaggio luminoso. Questa seconda interpretazione è il preludio dell'abbandono del formato rettangolare da parte di Magritte, che adottò poi la tela dipinta sotto forma di vignetta, più adatto a rafforzare il concetto e il genere artistico di quelle immagini.

Questo capolavoro del 1944, realizzato in un periodo cruciale nella storia e nella carriera di Magritte, andrà in asta da Wannenes il prossimo giovedì 12 dicembre: l’opera, riscoperta in una collezione privata italiana è un inedito di cui si erano perse le tracce alla fine degli anni ‘70 del Novecento. Insieme al dipinto sarà esposto il carteggio del 1965 tra il proprietario e Magritte che, in questa occasione, conferma l’autenticità dell’opera. Guido Wannenes, AD della casa d'aste, ha dichiarato:
Siamo orgogliosi di riportare sul mercato un’opera eccezionale come Le Civilisateur di Magritte a conferma che l’Italia può e deve essere una piazza dove vendere i migliori capolavori dell’arte
Accanto a Magritte, nel catalogo dell'asta Arte Moderna & Contemporanea di Wannenes spiccano altri grandi nomi, come Fernand Léger, con la sua Composition à la pipe, eseguita nel 1928, durante la sua frequentazione con Le Corbusier e Piet Mondrian, Giorgio De Chirico con Bagnanti del 1946, che racconta la fase 'barocca' dell'artista metafisico e Carol Rama con Studio n. 9, una tecnica mista, colla e occhio tassidermico su cartoncino.
Saranno rappresentati, tra gli altri, anche Alberto Burri, Vincenzo Agnetti, Carla Accardi e Robert Rauschenberg. Appuntamento per il 12 dicembre alle ore 19:00 in Via Cornaggia, 8, Milano. L'esposizione invece si terrà a Palazzo Recalcati in Via Amedei 8 dal 9 all'11 dicembre (10.00 - 13.00 | 14.00 - 18.00).
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