A volte, guardando gli scatti di Slim Aarons, sembra di scorrere un feed di Instagram: immagini vintage di luoghi meravigliosi, con persone belle, ricche e famose che fanno cose cool. O meglio ancora, come lui stesso amava descrivere quello che ritraeva nelle sue fotografie, “attractive people doing attractive things in attractive places”.

Pensare che la sua carriera da fotografo iniziò in tutt’altro modo, in guerra. A 18 anni infatti, nel 1934, si arruolò nell’esercito americano e prese servizio come fotografo all’Accademia militare di West Point. Lì conobbe il regista Frank Capra che all’epoca stava girando un film sulle imprese belliche e tramite il quale Aarons venne mandato dalla rivista Yank in Europa.
Con la sua Leica in mano (rifiutò categoricamente la Speed Graphic che gli venne consegnata al suo arrivo, troppo macchinosa da usare), il giovane fotoreporter documentò drammi e combattimenti - in particolare quello di Montecassino. Fu in guerra che conobbe George Silk e Carl Mydans, fotografi della rivista Life, che Aarons venerava fin da ragazzino. I tre rimasero insieme per tutta la campagna d’Italia, e dopo un ferimento durante l’invasione di Anzio che gli valse anche un Purple Heart, Slim Aarons arrivò con i suoi compagni a Roma, giusto in tempo per vederla liberata e per documentare quella che sarebbe diventata la copertina di Yank nel luglio 1944: un soldato americano stringe tra le braccia un bambino nel mezzo della folla gioiosa.
Dopo aver visto un campo di concentramento non hai più voglia di vedere altre cose orribili.
Dopo la guerra, Aarons aprì un ufficio a Roma e iniziò a lavorare per Life. Quando gli venne proposto dalla celebre rivista di tornare al fronte, in Corea, rifiutò e si trasferì a Los Angeles. Raccontò in seguito: “Dopo aver visto un campo di concentramento non hai più voglia di vedere altre cose orribili. È in guerra che scoperto che l'unica spiaggia sulla quale vale la pena sbarcare è piena di ragazze in bikini che si abbronzano tranquille al sole".

La sua vita cambiò. Sposò Rita Dewart, che aveva conosciuto nella redazione di Life, e iniziò a collaborare con il magazine Holiday, che all’epoca era in un momento di rivoluzione dopo l’arrivo del nuovo direttore artistico Frank Zachary, che arruolò alcuni dei fotografi più in voga sulla scena internazionale: Henri Cartier-Bresson, Arnold Newman, Tom Hollyman, Fred Maroon, John Lewis Stage e Slim Aarons, che in breve divenne la colonna portante della rivista.
Aarons passò così dalle fotografie di guerra agli scatti patinati del jet-set hollywoodiano, delle fastose feste in piscina tra Palm Springs e Acapulco, delle spiagge di St. Tropez e della Costiera Amalfitana e di tutto quel mondo luccicante e sfarzoso che l'ha reso uno dei fotografi più amati di sempre.

Nel 2002, Aarons raccontò al The Indipendent: "Conoscevo tutti. Mi invitavano alle loro feste perché sapevano che non avrei fatto loro del male. Ero uno di loro". La peculiarità di Aarons fu proprio quella di aver rappresentato una parte della società dell’epoca nella sua quotidiana normalità, fatta di celebrità, ricchezza e bella vita, ma senza nessun tipo di artificiosità. Le foto di Slim Aaron “rendevano sexy i ricchi moderni”, che furono ben contenti di accoglierlo nell’high society.
Conoscevo tutti. Mi invitavano alle loro feste perché sapevano che non avrei fatto loro del male. Ero uno di loro.

Tra i suoi scatti più celebri c’è Kings of Hollywood: vigilia di Capodanno del 1957, Crown Room del ristorante Romanoff di Hollywood. Protagonisti: Clark Gable, Van Heflin, Gary Cooper e James Stewart, elegantissimi. Aarons amava il mondo del cinema e il mondo del cinema amava lui. I registi, in particolare, sembravano interessati alla sua altezza fuori dalla media (1.95 m), ma le sue ridotte capacità interpretative come attore furono spesso oggetto di scherno e divertimento. Sembra che dietro a quel celebre scatto al Romanoff ci sia proprio un momento di ilarità legato alle sue patetiche doti da attore. Alfred Hitchcock però, così affascinato da Aarons, si ispirò a lui per il protagonista di “La Finestra sul Cortile”, il fotoreporter Jimmy Stewart.
Non faccio moda, faccio foto di persone con i loro vestiti e questo diventa moda
In quegli anni, le foto di Aarons stavano cambiarono il mondo della moda. Ciò che scattava diventava automaticamente un trend. Nel 1968 ritrasse Peter Pulitzer in pantaloni kaki e le riviste di moda improvvisamente impazzirono per quel capo. Aarons dichiarò: "Non faccio moda, faccio foto di persone con i loro vestiti e questo diventa moda" a testimonianza di quanto le sue immagini fossero diffuse e (forse) involontariamente potenti nell'immaginario collettivo.

Nel 1974, Aarons pubblicò il suo primo libro, la sua prima raccolta di fotografie, A Wonderful Time: An Intimate Portrait of the Good Life, oggi considerata la “Bibbia” del Lifestyle. All’epoca non ebbe però il successo sperato: con un prezzo di copertina di 35 dollari vendette circa 20.000 copie, complice anche la spiacevole recensione del critico Christopher Lehmann-Haupt, del The New York Times, che lo definì “repellente”.
Aarons continuò a lavorare con Zachary di Holiday, che nel frattempo divenne l’Editor-in-chief di Town & Country. Nel 1990 si ritirarono entrambi e Aarons continuò vendendo le sue fotografie a varie riviste in tutto il mondo. Nel 1997, Mark Getty, che aveva appena lanciato l’archivio fotografico Getty Images, si presentò alla sua porta con un’offerta: quella di acquistare tutto il suo archivio. Slim Aarons accettò, raccontando in seguito di aver preso quella decisione poiché quella società che per decenni aveva documentato non esisteva più e che il pubblico avrebbe apprezzato l’idea di poter accedere a quelle immagini di lusso e successo. Eric Rachlis di Getty Images racconta: "Gli editori di libri e le riviste richiedono le sue foto, ma anche inserzionisti e interior designer. Le più popolari sono quelle molto colorate, con persone in costume da bagno a bordo piscina".

Sicuramente, l’ampia disponibilità di immagini di Slim Aaron presenti online ha influito sui suoi risultati d’asta. Quando i suoi scatti iconici vengono presentati nei cataloghi di fotografia, raggiungono a volte cifre oltre i 10.000 euro, altre sotto i 1000 euro. Il record attuale è di 15.600 € per Poolside Gossip, Lita Baton, Nelda Lins and Helen Dzo Dzo at Richard Neutra-designer house of Edgar Kaufman, Palm Springs, circa 1970, venduta dalla casa d’aste francese Artcurial nel 2014.
Si vedeva come un giornalista. Un fotoreporter. Uno storyteller.
Slim Aaron ha saputo raccontare, attraverso le sue immagini, un pezzo di storia della società della seconda metà del XX secolo. “Si vedeva come un giornalista. Un fotoreporter. Uno storyteller.” dichiarò sua figlia Mary in occasione di un’intervista su Vanity Fair. I suoi libri sono diventati oggi un inno al buongusto e non esiste designer che non abbia pronta da sfogliare all'evenienza un copia di una delle sue celebri raccolte di fotografie (pubblicò altri due volumi: Once Upon a Time e A Place in the Sun).
A noi piace pensare a Slim Aarons come un fotografo precursore dei tempi dei social. I suoi scatti, che raccontano un mondo patinato fatto di "persone attraenti che fanno cose attraenti in posti attraenti" hanno completamente riscritto le regole della fotografia e della comunicazione. Oggi, le sue immagini iconiche sono più attuali e ricercate che mai.
Questo articolo ti è piaciuto? Scoprine altri sul Magazine di Barnebys!




