Modì torna a far parlare di sé. Dopo cinque anni di perizie, il Tribunale di Venezia ha confermato l’autenticità di un bozzetto presentato per un Accertamento Tecnico Preventivo dall’Avvocato Pierpaolo Alegiani, per conto del suo cliente, il proprietario dell’opera in questione. Il collegio dei consulenti ha confermato “l’indubbia attribuibilità del dipinto ad Amedeo Modigliani e l’autentica posta sul retro di indubbia mano del mecenate Leopold Zborowski”.

Il bozzetto, acquistato negli anni Settanta per circa 55 mila lire, è rimasto chiuso in un cassetto fino a quando il proprietario ha deciso di verificarne l’autenticità. Di fatto molto simile all’opera esposta al MET raffigurante la compagna Jeanne, reca sul retro una dedica di Leopold Zborowski, mercante d’arte e amico di Modigliani: «Caro amico Durini, questo bozzetto è stato dipinto da Amedeo Modigliani nel 1919». Proprio sulla calligrafia di Zborowski si sono concentrate le perizie, dopo un’ovvia e accurata indagine chimico-pittorica del dipinto.
L’avvocato che ha presentato l’opera per l’autentica ha così commentato l’esito della perizia: "Il collegio dei periti ha confermato l'autenticità sia dell'opera sia della scrittura posteriore di Zborowski. Siamo di fronte, quindi, a ben due dichiarazioni di autenticità: quella attuale emessa dagli esperti del Tribunale e quella dell'epoca a firma del mecenate e amico del maestro livornese. L'opera, facente parte di una collezione privata e non in vendita, appare ancor più rara se si considera cosa rappresenti il bozzetto di una delle più note tele del maestro".



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