La sorella era la sua migliore amica
Jane Austen nacque il 16 dicembre 1775, seconda figlia più giovane del pastore George Austen e di sua moglie Cassandra Leigh. Aveva sette fratelli: sei maschi e una sola sorella, Cassandra, di due anni più grande di lei. Fin da piccole, Cassy e Jane svilupparono un legame profondo che sarebbe durato per tutta la vita. Entrambe rimasero nubili e non si separarono mai. Come Jane, anche Cassandra era una persona creativa, ma nel suo caso si dedicava al disegno e alla pittura ad acquerello. Nel 1791 illustrò il manoscritto di Jane, The History of England, con ritratti delle regine e dei re d’Inghilterra. Dopo la morte di Jane nel 1817, Cassandra si impose il compito di rintracciare e distruggere le sue lettere. Il motivo per cui lo fece è ancora oggi oggetto di discussione. Forse per non compromettere la reputazione di Jane, qualora le lettere contenessero affermazioni avventate scritte nel tono spesso ironico tipico di Jane. In ogni caso, delle lettere che Jane scrisse alla sorella ne sono state conservate circa 160, che offrono spunti interessanti sulla vita della famosa autrice.
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Una sua parente è sfuggita alla ghigliottina
Jane Austen aveva un legame molto stretto anche con sua cugina Elizabeth, detta “Eliza”. Eliza era nata in India, dove Philadelphia Austen, sorella del padre di Jane, aveva sposato Tysoe Hancock, chirurgo impiegato presso la Compagnia delle Indie Orientali. Eliza Hancock si trasferì in seguito in Francia, dove nel 1779 sposò il sedicente conte Jean-François Capot de Feuillide, capitano dell’esercito e monarchico convinto. Questa lealtà alla corona gli costò la vita durante la Rivoluzione francese. Eliza, per sua fortuna, era già tornata in Inghilterra nel 1790. La vedova Eliza e sua cugina Jane divennero amiche intime e, nel 1797, anche cognate, quando Eliza sposò il fratello di Jane, Henry Thomas Austen. Eliza morì nel 1813, con Jane Austen al suo fianco.
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La sua opera principale è costituita da sei romanzi
I sei romanzi pubblicati tra il 1811 e il 1818 costituiscono l’opera principale di Jane Austen. La prima opera pubblicata fu Sense and Sensibility («Ragione e sentimento»), una storia di cui aveva già scritto una prima bozza a metà degli anni Novanta del Settecento, seguita da Pride and Prejudice («Orgoglio e pregiudizio») nel 1796, pubblicato poi nel 1813. Nel 1798 Jane scrisse la sua satira sul romanzo gotico, allora molto popolare, Northanger Abbey, che tuttavia fu pubblicato postumo solo nel 1817. Pubblicati poco dopo la loro stesura furono Mansfield Park (1814) ed Emma (1815), così come Anne Elliot (noto anche come Persuasion), anche se in questo caso la pubblicazione avvenne anch’essa solo dopo la morte di Jane Austen. A ciò si aggiunge il romanzo epistolare Lady Susan, scritto nel 1794, ma pubblicato per la prima volta solo nel 1871, cosa che tuttavia l’autrice stessa non aveva mai previsto.

Scrisse ciò che vedeva e ciò che viveva in prima persona
I romanzi di Jane Austen sono ispirati al mondo e, in particolare, alla classe sociale in cui la scrittrice stessa viveva: la gentry, ovvero la piccola nobiltà e gli ambienti ad essa vicini. Con il suo spirito acuto e una straordinaria capacità di osservazione, Austen sapeva cogliere i pregi e, soprattutto, i difetti delle persone che la circondavano, trasformandoli in romanzi realistici e spesso ironici, capaci di raccontare le consuetudini sociali dell’epoca e, talvolta, di metterle sottilmente in ridicolo.
Jane proveniva da una famiglia rispettabile, ma tutt’altro che benestante. Per le giovani donne che si trovavano in una situazione simile, fare un buon matrimonio era estremamente importante, ma anche difficile da realizzare quando non si disponeva di una dote consistente. Questo aspetto è centrale soprattutto in Orgoglio e pregiudizio, ma riveste un ruolo importante anche in L’abbazia di Northanger e Ragione e sentimento.
Quest’ultimo romanzo fu scritto da Jane a metà degli anni Novanta del Settecento e venne rielaborato circa vent’anni più tardi, prima della pubblicazione. A quel tempo, Jane, sua sorella e la loro madre si trovarono a vivere una situazione simile a quella delle sorelle Dashwood e della loro madre: dopo la morte di George Austen, infatti, dovettero fare affidamento sulla benevolenza dei parenti per avere un tetto sopra la testa. Nel loro caso, furono i fratelli di Jane, Francis ed Edward, ad aiutarle.
Edward era stato adottato da uno zio molto ricco e poté offrire alla madre e alle sorelle una casa di campagna nella sua tenuta di Chawton, nell’Hampshire. Oggi l’edificio ospita il Jane Austen’s House Museum.

Non sopportava il suo più grande fan
Come era consuetudine per la maggior parte delle donne dell’epoca, anche Jane Austen si vide costretta a pubblicare le sue opere in forma anonima. A esserne a conoscenza erano soprattutto i familiari e gli amici più stretti, ma la verità era nota anche negli ambienti letterari. Fu così che anche il principe reggente, il futuro re George IV, venne a sapere che Jane era l’autrice delle opere da lui apprezzate, Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio, e nel 1815 le concesse gentilmente di dedicargli il suo prossimo romanzo, Emma. Jane si vide costretta a obbedire all’ordine reale, ma non lo fece di cuore, e il tono estremamente devoto e formale della sua dedica è interpretato come un segno dei suoi veri sentimenti: «A Sua Altezza Reale, il Principe Reggente, quest’opera è, con il permesso di Sua Altezza Reale, dedicata con il massimo rispetto dalla sua umile servitrice, devota e obbediente». Ma perché Jane Austen non sopportava il reggente? Innanzitutto, George era noto per il suo stile di vita estremamente stravagante e dissoluto. Ciò che però Jane gli rinfacciava in particolare era il continuo umiliare in pubblico sua moglie, la principessa Carolina di Braunschweig, che lui considerava poco attraente e in generale ripugnante, al punto da preferire convivere con la sua amante.
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È una delle autrici più costose sul mercato delle aste
I romanzi di Jane Austen godono ancora oggi di un vasto seguito e continuano a essere letti, amati e acquistati. Il più venduto finora è stato Orgoglio e pregiudizio, con circa 20 milioni di copie, grazie anche alle numerose trasposizioni cinematografiche, prima fra tutte la miniserie della BBC del 1995 con Colin Firth nei panni di Mr. Darcy. Anche le storie dedicate a Bridget Jones si basano su questo romanzo senza tempo; e il film per adolescenti Clueless (anch’esso del 1995) può essere considerato un adattamento ben riuscito di Emma. Una prima edizione del romanzo Emma è, tra l’altro, il libro stampato di Jane Austen più costoso mai venduto: è stato ceduto nel 2022 per 375.000 GBP. Si è trattato tuttavia di una vendita privata. Ma anche nelle case d’asta “Emma” occupa il primo posto, poiché proprio lo scorso ottobre una rara prima edizione è stata venduta all’asta da Sotheby’s per 279.400 dollari USA – e in quel caso mancava uno dei tre volumi. Si trattava però dell’unico esemplare di un libro di Jane Austen che, secondo quanto è noto, l’autrice aveva regalato a una collega, Maria Edgeworth. Ancora più costoso delle opere a stampa era il manoscritto del romanzo incompiuto The Watsons (circa 1804), che nel 2011 è stato acquistato da un nuovo proprietario per 993.250 GBP.
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La causa della sua morte non è chiara
Jane Austen morì il 18 luglio 1817 durante un periodo di incoscienza causato da un grave attacco febbrile. Attacchi come questi la affliggevano all’incirca dal suo quarantesimo compleanno; la loro origine è oggetto di intense speculazioni. In questa ultima fase della sua vita soffriva di stanchezza, nausea accompagnata da vomito, che comportava un’enorme perdita di peso, nonché dei suddetti attacchi febbrili, che duravano diversi giorni. Erano evidenti anche delle alterazioni del colore della pelle, che lei stessa descriveva nelle lettere giunte fino a noi. Sono state proprio queste macchie cutanee a far supporre che soffrisse del morbo di Addison, un’insufficienza cronica della corteccia surrenale. Altre teorie indicano il linfoma di Hodgkin, la febbre maculosa e la tubercolosi, che avrebbero potuto portare al suddetto morbo di Addison. Anche il cancro allo stomaco è stato preso in considerazione per spiegare la rapida perdita di peso. Quale sia stata, dunque, la vera causa della morte di Jane Austen resta ancora oggi un mistero. Le numerose ipotesi avanzate nel corso degli anni non hanno permesso di arrivare a una risposta definitiva, lasciando avvolti nell’incertezza gli ultimi giorni della vita di una delle scrittrici più amate della letteratura inglese.
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