“L’Osservatore del Bello”: così è stato definito il collezionista svizzero-italiano che ha raccolto negli anni oltre 100 sculture africane di grande importanza, rappresentative della storia di alcuni dei maggiori gruppi e tribù del continente. Ciò che conosciamo di questo misterioso collezionista riguarda principalmente due aspetti, dal punto di vista personale, sappiamo che è nato a Lugano, in Canton Ticino e che dagli anni Sessanta è stato attivo nel settore della moda e del commercio alberghiero. La parte più interessante riguarda però la sua raccolta di opere scultoree: inizia a interessarsi all’arte africana fin da giovane ed è poi grazie ad un’amicizia, quella con Paolo Morigi, che la sua passione si trasforma in una collezione di straordinaria rilevanza nel mondo della scultura e dell'arte primitiva.

Il loro incontro rappresenta l’inizio di un rapporto di stima reciproca ma anche la possibilità di acquisire, grazie alle conoscenze del Morigi - etnologo, mercante d’arte e accademico - alcuni esemplari di incredibile importanza, provenienti da altre importanti collezioni, principalmente quella di Morigi stesso e quella di Georges Keller.

Keller, famoso mercante d’arte nato a Berna, si spostò a Parigi all’inizio del 1900, dove aprì diverse gallerie nelle quali espose i dipinti di quegli artisti che all’epoca si stavano affermando: Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Chaim Soutine e altri ancora. Dopo trent’anni di attività, decise di depositare la sua collezione di opere d’arte moderna al Musée des Beaux-Arts di Berna, lasciandole anche in eredità all’istituzione. Il suo interesse principale a quel punto divenne l’arte primitiva, che aveva iniziato a collezionare già dall’età di 19 anni. Nel 1980, venne organizzata dal museo l'esposizione delle 335 sculture tribali di Keller, con il catalogo curato dal giovane amico ed esperto Paolo Morigi.

Keller scomparve nel 1981, dopo aver donato otto sculture al Musée des Beaux-Arts. Nel 1989, Paolo Morigi acquisì parte della sua prestigiosa collezione, che andò ad arricchire la sua raccolta personale. Nel 2005, Morigi affidò le sue opere a Sotheby's per un'importante asta: nel catalogo spiccavano i nomi di tutti quei grandi collezionisti e mercanti che da inizio 1900 si dedicarono con passione alla ricerca e acquisizione di arte tribale. Morigi mancò nel 2017, lasciando una grande eredità intellettuale e numerose pubblicazioni nel campo della scultura africana.

La Svizzera, paese al centro dell’Europa, è un luogo chiave nel collezionismo di arte extraeuropea e in particolare di tutto ciò che riguarda l’arte primitiva. Nel 2002, 40 pezzi di questa raccolta furono esposti a Palazzo Riva, a Lugano, nella sede della BSI. Nello stesso periodo, anche al museo luganese del Musec (Museo delle Culture) si tenne un’altra mostra dedicata all’arte africana con sculture provenienti dalla collezione di Han Coray. Questi avvenimenti ebbero grande successo e risonanza mediatica.

Finarte ospita, mercoledì 14 ottobre, la prima e importante asta dedicata all'Arte Africana, con 77 opere della collezione di cui vi abbiamo raccontato, la maggior parte delle quali provenienti dalle collezioni di Keller e Morigi. Sculture, maschere, statue e reliquiari danno luogo a una raccolta esclusiva di opere africane, documentate e accompagnate da ottimi pedigree.
Si tratta di un'asta da non perdere, sia perché inaugura il nuovo dipartimento di Arte Africana di Finarte, a quasi 50 anni dalla prima vendita organizzata a Milano (1972) e dedicata alle Sculture africane ma sopratutto per l'eccellenza e l'importanza storica delle opere offerte.
L'asta si terrà mercoledì 14 ottobre alle ore 17.30 nella sede di Finarte in Via Paolo Sarpi 6 a Milano. Per tutte le modalità di partecipazione all'asta, vi invitiamo a visitare il sito della casa d'aste.



