Anche se le sue opere sembrano dei cartoni animati, i suoi prezzi non sono certo uno scherzo: nel 2019 Sotheby’s ha stabilito un incredibile record per Yoshimoto Nara, vendendo Knife Behind Back, un grande acrilico su tela del 2000, a 24.9 milioni di dollari (quasi 23 milioni di euro).
Guardando bene l’opera si nota, oltre alla figura in stile anime con un abitino rosso, il viso decisamente arrabbiato della bambina; il titolo poi, perde ogni significato fanciullesco: Knife behind back, lascia infatti presagire la presenza di un coltello nascosto dietro alla schiena della ragazzina.

Ed ecco che il coltello celato dietro a una bimba arrabbiata, rivela una visione del tutto iconica del lessico visivo contemporaneo – un po' come le Marylin di Andy Warhol – legata però a una storia ben precisa, quella della lama tenuta in mano da un personaggio femminile di rilievo, come furono Lucrezia e Giuditta per Artemisia Gentileschi.
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Yoshitomo Nara nasce a Hirosaki, Giappone, il 5 dicembre del 1959. Il suo esordio artistico avviene negli anni Novanta, quando la pop art giapponese inizia a ritagliarsi uno spazio importante sulla scena dell’arte contemporanea. L’immaginario di Nara si basa proprio sull’antitesi tra figure innocue – in modo particolare bambini, ma anche cani e altri animali – e ciò che a volte nascondono, altre volte tengono in mano: coltelli, armi e seghe. Lo sguardo delle sue figure è spesso arrabbiato, accusatorio, un’espressione d’odio che però non fa di loro degli aggressori. Nara vuole invece catalizzare l’attenzione su chi attacca l’innocenza dell’infanzia.

Il lavoro di Nara, che comprende pittura, scultura, ceramica e installazioni, è influenzato dalla cultura popolare della società orientale, ma anche da quella occidentale: i primi anni della sua carriera sono infatti legati all’esperienza di tirocinio alla Staatliche Kunstakademie di Düsseldorf, sotto la guida di A.R. Penck. Negli anni 2000, Nara torna in Giappone e inizia a dedicarsi ad opere su tela di grande formato, con le tipiche figure del suo immaginario che spiccano su sfondi color madreperla e si umanizzano man mano, in alcuni casi perdendo addirittura le armi: le opere di questi anni trasmettono una certa maturità e accettazione del suo status di outsider rispetto al mondo che lo circonda.
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Nel 2011 Nara rimane profondamente turbato dal terremoto di Fukushima e dalle terribili conseguenze che ne derivarono, tanto che si trova temporaneamente incapace di lavorare. In quegli stessi anni la sua reputazione al di fuori dell’Asia era in forte crescita: nel 2010 infatti, l’Asia Society di New York ospitò la grande mostra “Yoshitomo Nara, Nobody’s Fool”, sostenuta anche dal MoMA di New York e dal MoCA di Los Angeles.

Oggi Nara continua a lavorare nei suoi due studi, tra Germania e Giappone. Si dedica a una grande varietà di tecniche e materiali, cercando però di mantenere un profilo basso e concentrandosi in maniera totale sulla sua arte.
Secondo Artnet, quattro dei cinque migliori risultati d’asta di Nara sono stati stabiliti tra il 2018 e il 2019: nel maggio del 2019 Sleepless Night (Cat) del 1999 è stato venduto da Christie’s Hong Kong per 4.5 milioni di dollari, il precedente record dell'artista giapponese.
Riuscirà Yoshitomo Nara a battere di nuovo il suo record? Forse non è il caso di chiedersi se ci riuscirà, ma semplicemente quando.
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Versione aggiornata di un articolo originariamente pubblicato nel 2019.




