Il catalogo di Arte Asiatica di Cambi non ha bisogno di molte presentazioni. È semplicemente da “WOW!” per la qualità della proposta e per la selezione raffinata e ricca di oggetti preziosi che faranno colpo sui collezionisti.
La Meraviglia dei Coralli

La proposta apre con 18 figure scolpite in corallo, tra le quali spicca un “Grande e importante ramo con figure femminili, fanciulli e fenici tra rami in fiore” dell’inizio XX secolo. Le credenze secolari cinesi individuano il corallo come espressione dell’equilibrio tra la vita e la morte, capace di accogliere il cambiamento ed esaltarlo. Investito di proprietà curative, connesso ai cicli rigenerativi grazie al suo colore rosso sangue e alla sua natura in bilico tra il mondo animale, vegetale e minerale, il corallo è stato oggetto di miti e leggende. Il valore di queste sculture è determinato dalla grandezza e dal peso del corallo stesso, dall’intensità e dall’omogeneità del colore, oltre che dalla finezza di soggetto e intaglio.
Buddha e Fiori di Loto

Ricco di simboli della cultura asiatica e straordinariamente realizzato, questo “Buddha incoronato con fiore e campana rituale seduto su doppio fiore di loto”, Cina, Dinastia Qing, epoca Kangxi (1662-1722) è un altro dei pezzi imperdibili dell’asta di Cambi. Il fiore di loto rappresenta la purezza e la natura immacolata del Buddha, per la sua proprietà di non farsi intaccare sulla sua superficie né da sporcizia né dall’acqua. La corona rispecchia la regalità del Buddha e la protezione dalle intemperie, mentre la campana trattiene gli spiriti cattivi durante i rituali.
La Tradizione della Porcellana Bianca e Blu

Passando alla porcellana, spicca una “Rara ciotola in porcellana bianca e blu con anse sagomati a farfalla e decori floreali e di lingzhi entro riserve”, Cina, Dinastia Qing, marca e del periodo Yongzheng (1723-1735). La tradizionale decorazione in bianco e blu è originaria del medio oriente, i pigmenti di cobalto blu venivano infatti estratti dalle miniere dell’Iran Centrale e, a partire dal IX secolo esportati come materiale grezzo in Cina. La tecnica del bianco e blu venne quindi sviluppata in Cina e all'epoca dell'imperatore Kangxi (1661 - 1722), all'inizio della dinastia dei Qing, il blu del cobalto fu raffinato sempre meglio per eliminarne le impurità costituite dal manganese; esso raggiunse quindi il culmine della sua qualità, che si è definita come «blu zaffiro», di una perfetta limpidezza.
La Famiglia Verde

Tra i vasi abbiamo selezionato questo “Grande e raro vaso in porcellana Famiglia Verde con raffigurazione di saggi entro paesaggio e iscrizioni”, Cina, Dinastia Qing, periodo Guangxu (1875-1908). Il termine “Famiglia Verde” identifica un tipo di porcellana cinese caratterizzato da una decorazione a smalti policromi tra i quali prevale il verde, ma che combina anche decorazioni nei pigmenti del giallo, melanzana, porpora, rosso, nero e blu, tutti applicati al di sopra della coperta vetrosa. Gli esordi della produzione della “Famiglia Verde” si collocano verso la fine del XVII secolo, durante il regno dell’imperatore Kangxi (1662-1722) e le pregiate porcellane erano destinate sia al mercato interno sia a quello dell’esportazione verso l’Europa.
Wenchang Dijun, una divinità taoista

Il lotto “Grande e importante figura di Wenchang Dijun seduto in bronzo parzialmente dorato con tracce di policromia”, Cina, Dinastia Ming, XVI secolo ci porta invece alla scoperta della divinità taoista Wenchang Dijun, il Dio della cultura e della letteratura. È stato storicamente invocato da studiosi e scrittori che avevano bisogno di ispirazione o aiuto proprio prima di un esame. La leggenda racconta che Wenchang Dijun fosse la stella “Zhang” e che in seguito a settantadue reincarnazioni, nacque nella dinastia Jin con il nome di Zhang Yazi.

Chiudiamo con uno dei lotti più superbi dell'asta, "Grande e importante incensiere tripode in bronzo con anse applicate, decoro di draghi tra le nuvole e piccola montagna in giada sulla presa del coperchio", Cina, Dinastia Qing, marca e del periodo Qianlong (1736-1795). La storia degli incensieri nella cultura cinese ha inizio con la dinastia Zhou orientale e la parola ha origine da lu (爐 o炉 "braciere; fornace"), Xianglu (香爐, "incenso") e Xunlu (熏爐, "fumo", o 薰爐, "fragranza, erba aromatica"). Gli incensieri venivano utilizzati principalmente per favorire il contatto con gli spiriti durante i rituali e le cerimonie funebri.
L'asta "Fine Chinese Works of Art" raccoglie oltre 300 splendidi lotti e include coralli, porcellane, vasi, statue, incensieri ma anche tessuti, dipinti e libri. Un catalogo assolutamente da non perdere per ogni collezionista o appassionato delle meraviglie dell'Estremo Oriente. Appuntamento il 24 novembre alle ore 10, a Milano: non sarà possibile garantire la presenza in sala. La casa d'aste consiglia la partecipazione via web, telefono od offerta scritta. Per tutte le informazioni, vi invitiamo a visitare il sito di Cambi Casa d'Aste.



