Due sorelle dai background complementari, una storia familiare legata all’antiquariato e una passione genetica per l’arredamento di gusto: ecco come nasce intOndo, portale italiano dallo spirito internazionale che si sta affermando come punto di riferimento nel mercato online dell’arredo vintage, del modernariato e dell’antiquariato. Immaginate 500 anni di design a portata di click: l’obiettivo di intOndo è proprio quello di raccogliere e valorizzare un vastissimo patrimonio di oggetti d'annata, generalmente impossibili da scovare in breve tempo, e renderli così accessibili ad appassionati e collezionisti.
Abbiamo incontrato Livia Napoleone, founder & CEO, che ci ha raccontato di intOndo in occasione dell'apertura del nuovo ufficio-showroom milanese (in Via Nino Bixio 47) dove è possibile trovare alcuni degli oggetti in vendita sul sito.
L’applicazione delle nostre conoscenze professionali e tecnologiche non può prescindere dall’impatto che avranno sul nostro pianeta: è il nostro primo dovere nei confronti delle generazioni a venire.
Livia, ci racconti quando e come nasce l’idea del mercato online intOndo?
IntOndo è una realtà nata due anni fa, ma è un’idea che ha avuto un lungo preludio fatto di esperienze personali e professionali. Il mondo dell’arte e dell’interior design è stato sempre parte della mia storia familiare: mia mamma era consulente d’antiquariato e alla sua expertise coniugava uno spiccato senso per l’arredamento raffinato e funzionale. Quando è venuta a mancare ha lasciato a me e a mia sorella Virginia un grande progetto incompiuto, il lancio di un B&B del vino nella nostra casa di campagna. Trovare arredi di carattere per questa grande casa rimessa a nuovo, ma vuota, non è stato semplice e ci siamo rese conto di quanto fosse polverizzata, dispersiva e “senza garanzie” l’offerta di arredi vintage online. Così dopo 10 anni di esperienza in un’azienda di e-commerce, ho proposto a mia sorella che aveva alle spalle una carriera da junior curator in musei internazionali, di unire le forze per creare una piattaforma dedicata a mobili di design e antiquariato che fosse uno strumento per “innovare” nel settore soprattutto dal punto di vista della tecnologia e della comunicazione.

“intOndo: in- terni vintage che rientrano nei confini circolari del nostro pianeta -tOndo”. Quanto è importante l’economia circolare nel vostro modello di business?
L’applicazione delle nostre conoscenze professionali e tecnologiche non può prescindere dall’impatto che avranno sul nostro pianeta: è il nostro primo dovere nei confronti delle generazioni a venire. Eppure non è sempre semplice trovare azioni a nostra portata per farlo. Con intOndo.com abbiamo trovato lo strumento per offrire al pubblico un modello ad impatto zero come alternativa a quello “usa e getta”. Il nostro nome riflette il sistema circolare della natura dove non esistono rifiuti ed è tutto pensato per durare nel tempo e rinnovarsi. Non solo promuoviamo la riscoperta, o il “Rinascimento”, di un patrimonio prezioso che è stato messo in ombra dalla produzione di massa, ma facilitiamo anche il riuso e il restauro di materiali pregiati che sono stati scelti e plasmati per durare nel tempo. Questo per noi è il significato di vintage.
“5000 oggetti del passato negli ambienti contemporanei”: alla base di intOndo c’è anche il concetto di contaminazione, giusto?
Sì, contaminazione di stili e periodi storici. Per quanto intOndo si caratterizzi per la sua matrice italiana siamo un’azienda cosmopolita e pensiamo che un ambiente moderno debba offrire molte sfaccettature per essere unico e interessante come il background della persone che lo crea. Quando si ha il coraggio di compiere scelte personali che si combinano con il genius loci di un luogo allora si ottiene una casa di carattere, un hotel di charme o una vetrina “instagrammabile”. Non è cosa da tutti, è naturale, ma ci sono architetti e interior designer che lo fanno con innata sensibilità e attitudine, intOndo punta a facilitare anche il loro lavoro.
Come avviene la selezione degli oggetti in vendita? E chi se ne occupa?
All’inizio dell’avventura di intOndo la vera selezione è stata sui venditori. Ci interessava tenere uno standard alto e puntare sulla professionalità. Inoltre per noi l’elemento importante era trovare partner che condividessero la volontà di digitalizzare il mondo del design vintage e dell’antiquariato e quindi c’è stata una sorta di selezione “naturale”. Oggi riceviamo circa trenta proposte giornaliere per pubblicare mobili e oggetti di decor sulla nostra piattaforma. Fra questi ci interessano i pezzi con più storia: ne verifichiamo le caratteristiche, teniamo presente il designer o il brand e infine selezioniamo solo i pezzi pregiati e in buone condizioni. All’interno del team ci sono due persone che si occupano di esaltare ciascun pezzo sul sito e sui nostri canali digitali attraverso ricerca, presentazione grafica e creazione di contenuti dedicati.
L’unicità dei pezzi personalizza gli ambienti riflettendo il gusto, lo stile e il carattere di chi li abita: diventano così interessanti, ospitali e sostenibili ed è proprio questo il loro prezioso valore.
Qual è per te il valore di un pezzo unico in un mondo in cui tutto è prodotto in serie?
Penso che sia la storia che sta dietro ad un oggetto a renderlo davvero unico. Può essere l’idea alle base del suo design, il gesto sapiente dell’artigiano che lo ha realizzato, ma anche la cultura da cui è scaturito e il fatto che esso sia ancora adatto a rifiorire in un contesto contemporaneo, magari con un uso diverso dalle sue origini. L’unicità dei pezzi personalizza gli ambienti riflettendo il gusto, lo stile e il carattere di chi li abita: diventano così interessanti, ospitali e sostenibili ed è proprio questo il loro prezioso valore.
Ci consigli cinque #pezzidamuseo su intOndo che sono assolutamente imperdibili?
1. Partiamo con pezzo raro che marca lo stile italiano: il pannello con il tessuto “Estate mediterranea” disegnato da Gio Ponti nel 1957 per la manifattura JSA di Busto Arsizio.

2. Segue un articolo iconico del design nordico: la coppia di sedie in pelle “Swan” disegnate da Arne Jacobsen e Fritz Hansen negli anni ‘60

3. Possiamo ora ai coloratissimi anni ‘80, con la lampada "Bay" di Ettore Sottsass disegnata per Memphis Milano nel 1983

4. Poi un pezzo che rappresenta la raffinatezza del manifattura artigianale del vetro: la bottiglia Venini con decorazione a canne colorate rosa e tappo a pomello.

5. Sempre in campo di eccellenza dei materiali facciamo un salto di più un secolo scoprendo il design del caminetto piemontese della metà dell’800 in maiolica smaltata dipinta a mano.

Scopri di più sul sito di intOndo oppure dai un'occhiata al catalogo direttamente su Barnebys!




